Utilizza il tuo mouse o lo schermo touchscreen per esplorare le viste panoramiche 360°
Un'esperienza visiva immersiva e suggestiva in cui si abbraccia l'intero panorama.
Una spiaggia selvaggia è remota, incontaminata, con paesaggi naturali intatti e un'atmosfera tranquilla e selvatica.
La pagina d'interesse pubblico è uno spazio online dedicato a informazioni rilevanti e utili per la comunità.
Un punto panoramico a 360 gradi offre una vista completa dell'ambiente circostante.
Scopri le informazioni meteorologiche aggiornate delle città più visitate.
La mappa per le aree turistiche circostanti indica i percorsi verso attrazioni vicine.
I ristoranti della zona offrono una varietà di delizie culinarie locali e internazionali.
Il nome Serra Orrios non è antico quanto le sue costruzioni, ma nasce in un passato più vicino a noi. “La dorsale degli anfratti” potrebbe essere una possibile interpretazione del toponimo; più esattamente, orrios in sardo indica i contenitori in cui si conservava il grano. L’altopiano del Gollei, dove sorge il villaggio, è stato a lungo una zona dedicata anche alla coltivazione del grano.
Eppure, dietro questo nome si cela una storia che attraversa oltre 3.000 anni di civiltà nuragica.
Per scoprirlo bisogna lasciare la costa e addentrarsi nell’entroterra di Dorgali, dove tra colline e macchia mediterranea si conserva uno dei villaggi nuragici più importanti della Sardegna.
Serra Orrios offre una delle testimonianze più complete della civiltà nuragica. Con le sue decine di capanne, i tempietti a megaron e i numerosi reperti rinvenuti nel corso degli scavi, il villaggio rappresenta una tappa fondamentale per chi desidera conoscere da vicino la storia più antica dell’isola.
La risposta arriva dalle capanne, dagli spazi comuni e dagli oggetti ritrovati durante gli scavi di Serra Orrios, oggi conservati al Museo Archeologico di Dorgali. Ceramiche, pintadere, fusaiole, pesi da telaio, macine, utensili in pietra e reperti metallici raccontano una comunità organizzata, capace di abitare il territorio, lavorare le risorse disponibili e costruire una quotidianità fatta di agricoltura, allevamento, artigianato e momenti collettivi.
Al centro della capanna si trovava il focolare, attorno al quale si svolgeva gran parte della vita domestica. Qui si cucinava, si lavorava e probabilmente ci si riuniva nelle ore serali, in uno spazio che offriva riparo dal maltempo e protezione dall’ambiente esterno.
Costruite con pietre basaltiche disposte in filari irregolari, le capanne avevano una pianta circolare ed erano coperte da un tetto conico realizzato con tronchi e frasche. Gli ambienti interni erano semplici ma funzionali: il pavimento poteva essere in pietra o in terra battuta, mentre nello spessore delle pareti venivano ricavate nicchie utilizzate per custodire utensili e oggetti di uso quotidiano.
A prima vista, soprattutto per chi ha già visitato Nuraghe Mannu, queste strutture potrebbero sembrare resti di un insediamento successivo, per via della loro forma diversa dalle classiche capanne circolari. In realtà, tra le abitazioni e gli spazi del villaggio emergono due edifici sacri che aggiungono al villaggio una dimensione rituale: i tempietti a megaron.
Probabilmente legati a pratiche rituali e al culto delle acque, questi piccoli templi distinguono Serra Orrios da molti altri insediamenti nuragici. La loro architettura, con vestibolo, camera interna e recinto, rivela una dimensione più complessa del villaggio.
Eppure, per quanto le immagini possano raccontare la bellezza del luogo, c’è qualcosa che si comprende solo arrivando fin qui. Camminando tra le capanne, osservando i tempietti e seguendo il profilo delle pietre, Serra Orrios restituisce una sensazione difficile da fotografare: quella di trovarsi davanti a una storia antichissima, ancora presente nel paesaggio del Golfo di Orosei.
Informazioni utili
Migliori Viste Aeree
Per la Tua Pubblicità
Un’opportunità semplice e mirata per farti trovare da chi cerca esperienze nel territorio.
ApprofondisciEsplora Altre Destinazioni:
Il Villaggio Nuragico di Serra Orrios si trova nell’entroterra di Dorgali, in una zona collinare immersa nella macchia mediterranea, lungo il percorso che conduce verso la Valle di Oddoene e il Supramonte.
Serra Orrios è facilmente raggiungibile in auto da Dorgali seguendo la SP38. Dal parcheggio si accede al sito tramite un breve percorso a piedi.
Gli orari di apertura variano in base alla stagione. A giugno e settembre il sito è aperto dalle 09:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 18:00. Nei mesi di luglio e agosto l’apertura pomeridiana è prolungata fino alle 19:00.
La visita richiede mediamente 45–90 minuti, a seconda del tempo dedicato all’esplorazione delle capanne, dei templi a megaron e dei pannelli informativi presenti lungo il percorso.
La visita può essere effettuata autonomamente, ma una guida archeologica permette di comprendere meglio la funzione delle strutture, la vita quotidiana dei nuragici e il significato dei templi a megaron.
Serra Orrios è considerato uno dei più grandi e meglio conservati villaggi nuragici della Sardegna. Il sito comprende decine di capanne e due rari templi a megaron, una tipologia architettonica presente solo in alcuni importanti centri della civiltà nuragica.
Si consiglia di portare scarpe comode, acqua, cappello e protezione solare, soprattutto durante la stagione estiva.
Il biglietto con visita guidata costa €8 per gli adulti, €4 il ridotto e €5 per i gruppi. La visita senza guida prevede un ingresso di €6 per gli adulti e €3 per il ridotto.